Corso di Food Photography: la fotocamera mezzo d’espressione

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Corso di Food Photography: la fotocamera come mezzo d’espressione

Ciao ragazzi!
Dopo l’enorme successo della prima lezione (se ve la siete persa cliccate QUI) eccoci alla seconda lezione del corso online di Food Photography!
Lascio subito la parola al nostro fotografo professionale Omar Abd El Naser.
Un bacio,
Claudia Annie

Buongiorno ragazzi!
Siamo al secondo appuntamento con la nostra rubrica di fotografia online e, devo ammetterlo, sono rimasto piacevolmente  colpito dall’entusiasmo e soprattutto dall’interesse che la nostra prima lezione ha suscitato.
Continuiamo quindi questo percorso insieme, avvicinandoci un pò di più al nostro obiettivo, cioè diventare dei Veri Food Photographer.
Questa seconda lezione verterà su aspetti un pò più pratici, anche se ancora generali. 

Vi assicuro che presto entreremo nello specifico, ma sarà importante farlo un passo alla volta, in modo da essere preparati al meglio sotto ogni punto di vista.
Dunque, la volta scorsa abbiamo visto come sia nata la fotografia e quali furono i maestri che l’hanno sviluppata e portata ai giorni nostri. 

Abbiamo scoperto a quali correnti pittoriche si fossero ispirati per dar vita alla Food Photography, nata con la prima immagine di Niépce.

fotocamera a telematro

Oggi vi parlerò dello strumento necessario a realizzare una fotografia di food, ossia la macchina fotografica, e di quante e quali tipologie sia fatta questa bella invenzione.
Molti di voi conosceranno e possiederanno una fotocamera digitale, una compatta magari… o una leggendaria reflex ( quella con cui si fanno “ le belle foto”), o perché no, un bel cellulare di ultima generazione.
Credo però che sia necessaria una conoscenza più approfondita dell’argomento, così da poter fare una scelta mirata, adatta sia alle nostre aspettative che alle possibilità economiche.
Possiamo, a grandi linee, dividere le macchine fotografiche in tre categorie: grande, medio e piccolo formato, a seconda della dimensione della pellicole ( o del sensore digitale, per essere contemporanei) che vengono utilizzate.
In questo capitolo ci dedicheremo al piccolo formato, accennando semplicemente agli altri due.
Il formato piccolo, conosciuto anche come 35 mm, lo conoscete tutti ed è quello in assoluto più diffuso tra i fotoamatori. Sono le classiche fotocamere vendute nei negozi o nei centri commerciali.

Vengono chiamate in questo modo perché utilizzano ( o meglio utilizzavano ) il classico rullino da 24 o 36 pose, la cui pellicola è larga  esattamente 35 mm. 

fotocamera medio formato

Le possiamo dividere in due famiglie: le compatte e le reflex.
Le compatte sono l’evoluzione delle vecchie macchine fotografiche a pellicola piccole e leggere, introdotte sul finire degli anni 50 che possedevano un mirino sopra l’obiettivo ( generalmente fisso ) detto mirino galileiano o a telemetro. 
Queste erano le fotocamere preferite dai paparazzi e dai reporter, in quanto leggere, silenziose e facilmente celabili. Oggi sono le macchine più diffuse a livello amatoriale, dato il loro costo decisamente abbordabile rispetto alle fotocamere di fascia alta.
Il mirino, nell’era del digitale, è stato sostituito da un display elettronico che consente di riprodurre esattamente l’inquadratura visualizzata e consente una miglior visione della scena.

Purtroppo queste macchine fotografiche generano foto unicamente in formato jpeg, inoltre hanno in solo obiettivo incorporato, flash integrati non regolabili e sensori molto piccoli. Queste limitazioni non le rendono ovviamente adatte ad un uso professionale. Esistono, per questo scopo, macchine a telemetro digitali di fascia alta come ad esempio la Leica M –E o la Epson R-D1x, dotate di mirino e obiettivi intercambiabili, oltre che di un costo davvero elevato. 

fotocamera grande formato

Le reflex invece sono quelle fotocamere riconoscibili da due caratteristiche: la possibilità di cambiare l’obiettivo, e il “clack” udibile in fase di scatto. Reflex è fondamentalmente il nome che prende il mirino, costituito da uno specchio posto a 45° che, in fase di scatto, si alza producendo il famoso “clack” e oscurando l’inquadratura per tutta la durata dell’esposizione. 
Sono generalmente  ingombranti e pesanti ma, a differenza delle compatte permettono maggiore controllo e qualità sull’immagine finale, essendo dotate di un ampio corredo di obiettivi, sensore più grande e una serie di funzioni avanzate che permettono di agire sull’immagine più o meno a 360°. 
Le fotografie possono essere scattate nel formato jpeg ( esattamente come per le compatte) o in formato raw, una sorta di grezzo digitale non compresso, altamente modificabile e manipolabile. 
Il raw è il formato in cui vengono realizzate le fotografie destinate a scopo commerciale e pubblicitario. 
I produttori più noti sono senz’altro Canon e Nikon e, anche per questa famiglia, sono presenti diverse fasce: amatoriale, semi-professionale e professionale.

lo specchio che da il “clack”
nella reflex

Normalmente ( e questo è davvero il mio pensiero ) vi direi che per realizzare una buona fotografia non sia indispensabile un corredo fotografico da migliaia di euro o una reflex di ultima generazione. Un buon occhio, cura dell’inquadratura e un pò di abilità in post produzione sono sufficienti, ma nel caso della fotografia di Food serve qualcosa in più.
Questa è infatti una fotografia generalmente pubblicitaria e di stampo ritrattistico

Quando si ritrae qualcosa il dettaglio è essenziale, per questo mi sento di consigliarvi una reflex, anche di fascia bassa, non importa la marca. Questo vi garantirà il 100% di controllo sull’immagine e un dettaglio soddisfacente.
Naturalmente servirebbero diversi capitoli per descrivere nel dettaglio il funzionamento, l’evoluzione e le differenze tra queste due famiglie di fotocamere così diffuse. 
Chiunque voglia approfondire l’argomento può scrivermi all’indirizzo mail info@gnfotografia.com o sulla pagina facebook di GN Photography.

Visto che siamo in tema, gli altri “ingredienti” per realizzare una buona fotografia di food sono:

  • Un cavalletto o treppiede. La nostra immagine dovrà risultare perfetta, ferma e senza sbavature.
  • Un flash esterno con testa girevole e una fotocellula per farlo scattare da qualunque posizione, non per forza sopra la nostra fotocamera.
  • Un telecomando per lo scatto remoto, così da non creare vibrazioni premendo noi il pulsante di scatto. In alternativa usare l’autoscatto.
  • Fondali interessanti su cui porre il nostro piatto.
  • Un obiettivo possibilmente macro, non inferiore al 50mm, meglio se un 85 o un 100. Obiettivi grandangolari potrebbero alterare la prospettiva del nostro piatto e ridurne il gusto visivo. Per chi avesse una compatta consiglio di impostare lo zoom ( ottico, mai digitale!!), almeno alla metà della  barra relativa, visibile sul display.
  • Essere noi stessi o avere a disposizione uno Stylist della cucina. I piatti devono essere cucinati e fotografati subito, ben decorati ed accattivanti.
  • Creatività e pazienza, perché, senza queste due qualità, il resto non serve a nulla.

Naturalmente possiamo fare del nostro meglio anche senza un corredo di questo tipo e nella prossima lezione lo vedremo nello specifico. 
Ci sarà anche il primo spazio dedicato ai maestri del food, così cominceremo ad osservare il lavoro sul campo, ampliando le nostre idee con spunti di qualità.
Alla prossima lezione!

Per la terza lezione cliccate QUI!
Per la prima lezione cliccate QUI!

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