Questa ricetta è contenuta nel 4° numero della rivista
Open Kitchen Magazine: non perdetevelo!!!
Una
soffitta buia, illuminata da una lucina nuda, fece intravedere quel
grande baule di legno scuro. Con il suo passo lento, nonna Felicetta
si avviò verso di esso, con una grossa chiave in una mano ed un
pezzo di stoffa nell'altra.
Dopo
aver
pulito per bene la serratura, aprì lo scrigno di ricordi, prese in
mano quel vestitino da paggio e sedette, commossa, sulla vecchia
sedia a dondolo.
"Sfilavano
i carri, immersi nei colori e nei suoni. Fu un tripudio di coriandoli
e stelle filanti. La gente suonava, ballava, cantava, rideva davvero.
I nostri volti coperti dalle mascherine, nascondevano occhi pieni di
gioia. C'eravamo tutti: bambini, giovani, vecchi. Si iniziava il
giorno e si finiva la notte.
Durante
i giorni che precedevano la festa, ci riunimmo, io, Angelica e
Giulia, e realizzammo le maschere con stracci, roba vecchia e gonne
lunghe della nonna.
Gli
uomini erano vestiti da donne e le donne da uomini.
Giulia
si sporcò la faccia con il carbone, facendo i baffi, il pizzetto e
le sopracciglia, poi prese il bastone e la pipa, facendo finta di
essere un vecchietto, e iniziò a danzare felice.
Lo
zio Pasqualino e lo zio Umberto, invece, che lavoravano in campagna
già dal mattino presto, non arrivavano mai in tempo per i balli.
La
nonna Carmela cucì, anni addietro, un meraviglioso vestitino da
paggio, di velluto e raso blu, e, al raggiungimento dei 7 anni,
ognuno di noi fratelli lo poté indossare una volta.
Giulia,
che era più magrolina, fece il bis.
Quell'anno
toccò a me: ero al settimo cielo!
Il
mercoledì facemmo il gioco della Pentolaccia: i grandi prepararono
tre pentole di terra cotta con acqua, cenere e salumi. Fu bendato un
ragazzo che con un bastone cercò di colpire la pentola, rotta la
quale, tutti noi bambini ci buttammo per prendere i premi caduti per
terra.
Per
strada il profumo dei purcidduzzi e delle 'ncarteddate riempì i
cuori…era il vero Carnevale!"
Ingredienti:
- 500 g di farina 00 Molini Rosignoli
- 100 g d'olio d'oliva Dante
- 1 bustina di lievito per dolci
- 100 g di vino bianco
- un pizzico di sale
- olio d'arachidi per friggere Dante
- miele
- pinoli
- confettini
- codette colorate
Preparazione:
Versaate
la farina sulla spianatoia, unite l'olio, il vino, il lievito, il
sale, fino ad ottenere un impasto bello liscio. Lasciatelo riposare
per 1 ora.
Dividetelo
in due parti.
CARTEDDATE:
tirate una sfoglia sottile e con una rotella dentata ricavate delle
strisce larghe 3-4 cm e lunghe 20 cm.
Ogni
2 cm, pizzicate la striscia la pasta per incollarne i lembi; poi
arrotolatela fino a formare dei rosoni.
PURCIDDUZZI:
con la parte restante dell’impasto formate dei rotolini del
diametro di 1 cm circa e tagliate con un coltello in piccoli
tocchetti lunghi 1 cm.
Friggete
le carteddate e i purcidduzzi in abbondante olio fino a doratura,
girandoli con delicatezza. Una volta fritti, poneteli su carta
assorbente.
A
parte, versate abbondante miele in una padella a fuoco basso e quando
questo sarà sciolto, unitevi i purcidduzzi e le carteddate
mescolando molto delicatamente, in modo da far attaccare il miele da
entrambi i lati.
Disponeteli
poi su di un vassoio, e decorateli con pinoli, confettini e codette
colorate.
Non
conservateli in frigo.
















25 commenti:
che splendido vassoio colorato e goloso!!!!
complimenti Claudia!!!!!
Buon fine settimana
come quelli della mia mamma...bravissima, sono perfetti tutti e due!!!
Stupendo racconto e favolosi dolci!!! Bravissima!!! Bacioni
mamma mia sono bellissimi e chissà che buoni!!!!!!!buon week end!
che magia questo racconto, sembra quasi un racconto di mia nonna, dei tempi in cui si riusciva a gioire anche solo per il fatto di indossare un bellissimo vestitino da paggio per carnevale. Mi hai strappato un sorriso di nostalgia, grazie :)
i tuoi dolcetti sono meravigliosi, trasmettono allegria e felicità e sono sicura che saranno anche buonissimi e che uno tiri l'altro!
Ma che meraviglia questo vassoio pieno di dolcetti, una vera prelibatezza,complimenti!Ciao
complimenti bonta' ed eleganza!!!ciaoo...buona domenica
Una gran bella pagina per la rivista! Ricetta e presentazione sono veramente grandi! Complimenti
Sei bravissima. QUesta ricetta da proprio aria di festa, di allegria! Complimenti!
Che belli i ricordi come questo che confortano sempre, e chissà che buoni questi dolcetti che confortano altrettanto!! bacioni!
Che belli!
Buon we ^.^
pura magia!!!!!
meravigliosooooo!!!!!
grazie di cuore per il bellissimo racconto!!!
adoro le carteddate!!!quanti ricordi portano con se! li faceva la mia nonna e le mie zie...
grazie!!!!!!!!!
Questi dolci canrevaleschi mi ispirano sempre un sacco, prima o poi li proverò!
Non li conscevo! mi sembrano gli struffoli di Natale che facciamo a Napoli! li devo provare assolutamente!!
buon weekend!
Un plato elegante y bello colorido me encanta,bandeja llena de dulces es donde se encuentra la felicidad,abrazos y abrazos.
Claudia anche mia nonna li faceva...proprio così! Mi hai fatto venire una nostalgia!!!!
che deliziosi dolcetti!! :) complimenti anche per l'articolo! ;)un bacio, buona domenica! :)
Complimenti! Mi sono incantata a leggere e a guardare le tue immagini, belle come sempre!
Ciao,
passa dal mio blgo, c'è un pensierino per te!!
Bellissimo racconto e dolcetti golosissimi. A presto bacioni
Stavo impazzendo per capire cosa fossero i purcidduzzi! E pensare che li avrò mangiati a volontà nel periodo del carnevale, li adoravo, perchè mi lasciavano le mani sempre sporche di miele da ripulire con calma mentre mia mamma cercava disperatamente di farlo lei come si deve!
carissimaaaaaa!!
la mia mamma li fa uguali, ma usa in vin cotto al posto del miee!
Buonissimi!
Buona giornata,
Francesca
le mie origini pugliesi mi hanno permesso di assaggiare le carteddate,le faceva mia nonna,come erano buoneeeeeeeeeee!!Brava bella ricetta e ottima presentazione
Grazie al marito pugliese, ho avuto modo di mangiare queste delizie, che mia suocera prepara di solito tutti i Natali!Bellissimi! le immagini poi sono strepitosi e rendono merito alla tua bravura!
spery di "babà che bontà"
Io li chiamo Porcedduzzi, con la O invece che con la U, ma sul procedimento e sugli ingredienti ci siamo. Io uso la grappa al posto del vino, ma trattasi forse di contaminazione nordica?
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Claudia Annie ^.^